Dall’incontro con gli allievi della 2A della scuola secondaria di primo grado di Melendugno è emerso come la prevenzione possa essere raffigurata con una metafora, ovvero come la valutazione di un libro dalla copertina: i contenuti, ad un primo sguardo possono sembrare inopportuni, sgradevoli e poco invitanti, ma una volta iniziata la lettura, si può essere trascinati in un mondo meraviglioso. Al contrario, copertine accattivanti, possono invece indurre in errori profondi. Tra gli esempi che sono stati fatti, l’inganno esercitato dai social e da tutto ciò che comporta: dalla massiccia esposizione a radiazioni e gli effetti negativi sulla vista degli schermi all’eccessivo utilizzo dello smartphone; da una distanza dalla realtà al vivere in un mondo fittizio fatto di volgarità, apparenze; dalla popolarità che ti trascina in vortici che difficilmente si riesce a gestire alla vera e propria dipendenza che può, poi assumere, nel tempo, diverse forme.
Il tutto è stato riassunto nella proporzione
Apparire: malessere = essere: benessere

 

Psicologa Lilt: Anna Lucia Rapanà

 

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